Abstract:
Negli ultimi vent'anni, l'apertura commerciale delle economie dell'Asia orientale – con abbondanza relativa di lavoro - ha eroso il vantaggio comparato dei paesi a reddito medio-alto nei manufatti ad alta intensità di lavoro. Questo fenomeno ha colpito particolarmente l’Italia, notoriamente specializzata in produzioni intensive in lavoro e soggette alla competizione di prezzo dei paesi emergenti. Recentemente, l'adozione da parte della Cina di strategie di sviluppo più orientate all'esportazione ha accentuato le preoccupazioni sull’anomala specializzazione italiana e sulla sua difficoltà a competere sul terreno del prezzo con questi paesi. Infatti, la Cina tende ad essere fortemente specializzata negli stessi settori che caratterizzano il Made in Italy e ha fortemente accresciuto la sua quota sul commercio manifatturiero. Una comune risposta a queste preoccupazioni è quella secondo cui le merci italiane sono di qualità superiore a quelle cinesi. Questo lavoro ana lizza in dettaglio le importazioni dei paesi OCSE da Italia e Cina per testare questa ipotesi. L’articolo mostra che la specializzazione cinese, su questi mercati, è molto simile a quella italiana, ma anche che in molti casi non si verifica una effettiva sovrapposizione commerciale a livello di prodotto. Quando questo avviene la qualità delle importazioni dall’Italia è sensibilmente superiore. Tuttavia, il fatto che la sovrapposizione commerciale aumenti e la percentuale di flussi commerciali in cui i manufatti italiani hanno qualità superiore diminuisca, per l’aggregato manifatturiero e per molti settori, fra il 1991 e il 2001, suggerisce che l’aggressività della competizione cinese è crescente. Urge un aumento degli investimenti in qualità e innovazione – di prodotto e di reti distributive - per mantenere il vantaggio qualitativo nei confronti dei prodotti cinesi nei settori tradizionali. Inoltre, anche alla luce delle indicazioni che emergono da alcuni settori più avanzati, sarebbe auspicabile un riposizionamento del modello di specializzazione italiano verso comparti a più elevata componente di innovazione e ricerca.