Abstract:
Questo paper si sofferma sui rapporti tra Michels ed Einaudi in quanto economisti e storici delle dottrine economiche, in particolare sulla discussione che intercorse tra i due a più riprese sull'economia pura e sull'economia sociale, nonché sul metodo più adatto a scrivere la storia delle dottrine economiche. L'avvio della controversia fu connesso col tentativo michelsiano di ottenere nel 1907, con l'aiuto di Loria, la libera docenza in economia politica nell'Università di Torino. Einaudi avanzò obiezioni incentrate sul carattere degli interessi e delle pubblicazioni scientifiche michelsiane, a suo parere non afferenti al settore dell'economia pura o dell'economia politica, ma alle scienze storico-sociali. La risposta di Michels, pur senza disconoscere l'importanza dell'economia pura, tendeva a indicare in un modello affine alla scuola storica tedesca di Schmoller, mediato dall'esempio di Werner Sombart, il proprio riferimento prevalente. Sombart aveva tradotto le esigenze, prima contrapposte, da un lato della scienza economica positiva e dall'altro dell'indagine storica, ricomponendole in un quadro coerente e armonico. La polemica con Einaudi riprese all'apparire della michelsiana Introduzione alla storia delle dottrine economiche e politiche del 1932. L'economista torinese ne diede nella "Riforma Sociale" un giudizio positivo per la parte ricostruttiva dal punto di vista erudito e storico, ma criticò radicalmente l'approccio dal punto di vista della storia specifica di quello che chiamava, riprendendo Pantaleoni, il "dogma economico". Il nucleo delle obiezioni einaudiane a Michels si riassumeva nel dire che la storia delle dottrine economiche doveva consistere marshallianamente e schumpeterianamente nella storia del dogma in se stesso considerato, nei suoi sviluppi interni, nel suo progressivo perfezionamento. Era per Einaudi sommamente dispersivo e inutile che una storia delle dottrine economiche si perdesse in esplicazioni di tipo storico-politico o ideologico. Quel che contava veramente erano invece le ricostruzioni storico-teoriche delle ipotesi astratte di cui la scienza economica consisteva, "il ragionamento in sé, in quanto anello preparatorio alla costruzione della dottrina". Nella sua replica, Michels ribadiva i suoi dubbi sulla "storia di verità economiche" di tradizione pantaleoniana riaffermata da Einaudi, e scriveva esser "dovere di modestia e di scientificità di non isolare, oltre il lecito, queste idee, sia nelle loro origini che nella loro efficacia, dall'assieme della fenomenologia storica e ideologica generale".