Abstract:
Il modello Schumpeteriano, anche grazie alla ricca tradizione interpretativa che da esso trae spunto, offre importanti opportunità, sia per l’analisi critica del funzionamento del sistema economico a partire dallo studio delle relazioni tra innovazione, crescita e crisi, che per l’elaborazione di progetti di politica economica che abbiano per obiettivo il perseguimento dell’efficienza dinamica attraverso la formazione di coalizioni per lo sviluppo. Questo approccio risulta particolarmente appropriato per la sinistra italiana priva di una base interpretativa dei fatti economici coerente, incerta tra la tardiva adesione al modello neoclassico e sussulti critici, e dunque esposta a continui cambiamenti di orientamento. Il lavoro elabora un’interpretazione Schumpeteriana della crisi del 2008 che sottolinea l’instabilità come tratto caratteristico del funzionamento del sistema capitalistico e dimostra come la comprensione dei ritmi e della direzione del cambiamento tecnologico sia determinante per comprenderne l’origine e gli sviluppi e cogliere le possibilità di porvi rimedio.
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