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La spesa pubblica in Italia: articolazioni, dinamica e un confronto con altri Paesi

Floriana Cerniglia

No crn0601, CRANEC - Working Papers del Centro di Ricerche in Analisi economica e sviluppo economico internazionale from Università Cattolica del Sacro Cuore, Centro di Ricerche in Analisi economica e sviluppo economico internazionale (CRANEC)

Abstract: Il lavoro consiste prevalentemente in una analisi quantitativa sull’andamento della spesa pubblica in Italia dal 1960 al 2002 e si conclude con alcune osservazioni di carattere generale in un’ottica di confronto con altri Paesi. Nella prima parte si considera il trentennio 1960-1990, nel quale si è verificata l’espansione più prolungata del peso del settore pubblico sull’economia italiana: la quota di spesa pubblica sul Pil è passata dal 29 al 53,5%, mentre l’adeguamento delle entrate è stato più lento, portando la finanza pubblica agli inizi degli anni ’90 in condizioni assai precarie. Nel 1992, infatti, il debito pubblico ha superato il 100% del Pil e il peso del disavanzo ha raggiunto l’11%. Si analizza successivamente la fase di risanamento della finanza pubblica che caratterizza gli anni ’90, con particolare attenzione al periodo che va dal biennio 1992-1993 al 1997, poiché in esso si realizzano gli interventi più importanti che hanno consentito all’Italia di essere fra i Paesi che hanno dato vita all’euro. I conti economici delle Amministrazioni Pubbliche sono presentati per categorie economiche e per categorie funzionali. La classificazione delle spese per categorie funzionali solo recentemente è stata resa disponibile dall’Istat e consente di comprendere più precisamente per quale finalità e/o bene pubblico vengono erogate le risorse: come ci si può attendere, il maggior peso della spesa pubblica è quello della “protezione sociale” (o assistenza e previdenza), seguita da sanità e istruzione. Questa ripartizione per categorie funzionali è svolta anche per sottosettori che compongono le Ap (Amministrazioni Centrali, Amministrazioni Locali e Enti di Previdenza): coerentemente con il processo di decentramento in atto in Italia negli ultimi anni, si osserva che sono le amministrazioni locali che erogano la maggior parte delle risorse per alcune categorie funzionali (ad esempio nel caso della sanità). L’attenzione si sposta poi su un aggregato di funzioni di spesa particolarmente importanti: si tratta della spesa per il welfare (previdenza, assistenza, sanità e istruzione) che nell’anno 2002 ammonta a circa 370 miliardi di euro, circa il 70% della spesa totale delle amministrazioni pubbliche escludendo gli interessi passivi. L’analisi comprende alcuni cenni alle caratteristiche salienti del modello di welfare italiano, distinguendolo da quello di altri Paesi europei. E’ possibile riscontrare che soprattutto la previdenza ha un peso significativo nel modello di welfare italiano. La parte conclusiva dello studio svolge invece alcune considerazioni in merito alla “qualità” della spesa pubblica in un momento di crescita molto debole dei Paesi Ue e dunque sulla necessità di puntare su tipologie di “spesa produttiva,” capace cioè di stimolare lo sviluppo economico. Il riferimento è soprattutto alle spese per investimenti in Ricerca e Sviluppo e anche in formazione del capitale umano, per raggiungere gli obiettivi fissati in sede europea dal Consiglio di Lisbona del 2000. Si ricorda che l’Italia si colloca negli ultimi posti nella classifica della spesa in R&S (circa 1,07% sul Pil). Dal confronto tra l’andamento della spesa pubblica italiana e quello riscontrato in Francia, Germania e Regno Unito non emergono divari significativi in termini di peso del settore pubblico sul Pil e di singole categorie funzionali di spesa. Quello che invece emerge come specificità del caso italiano è il peso rilevante che hanno avuto e continuano ad avere il deficit, il debito e le spese per interessi passivi. Il debito e la quota rilevante di spesa per interessi che l’Italia ha dovuto sostenere in questi decenni è ciò che più impedisce oggi al nostro Paese di indirizzare maggiori risorse verso investimenti produttivi.

Keywords: spesa pubblica; debito pubblico; disavanzo pubblico; spesa pubblica produttiva (search for similar items in EconPapers)
JEL-codes: H11 H53 H54 (search for similar items in EconPapers)
Date: 2006
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