Crisi di cambio e problemi di politica monetaria nell'talia di fine ottocento. Appunti su alcune evidenze empiriche
Elio Cerrito ()
No 3, Departmental Working Papers of Economics - University 'Roma Tre' from Department of Economics - University Roma Tre
Abstract:
Obiettivo del lavoro è un primo esame di ipotesi ed evidenze per una interpretazione maggiormente articolata della crisi del 1893; appunti frammentari, che tendono ad individuare i fenomeni maggiormente significativi su cui concentrare l'attenzione. Uno shock di competitività, conseguente ad una rivalutazione della lira e al contemporaneo arrivo sui mercati europei degli staple americani, determina nella prima metà degli anni Ottanta un drammatico deterioramento della bilancia commerciale dell'Italia. Nella risposta della classe dirigente italiana al mutamento del quadro internazionale sono da individuare 4 componenti fondamentali: l'espansione del debito pubblico, in larga misura collocato all'estero; un crescente deprezzamento del cambio; un deflusso di riserva metallica che, per il vincolo istituzionale che lega riserva e biglietti, determina un corso restrittivo di politica monetaria; misure di protezione doganale. L'aumento del debito estero è connesso ad una fase di espansione degli investimenti di Francia, Gran Bretagna e Germania verso i paesi late comer. Le scelte di politica economica dell'italia tamponano gli eventi, tentano di ridurre i costi reali dello shock, ma creano anche una configurazione tipica che prelude ad una crisi di cambio. Quando tra 1889 e 1890, fattori reali e finanziari provocano una contrazione dei flussi internazionali di credito, il deprezzamento della lira assume velocità crescente. Tra fine del 1892 e autunno del 1893, discesa dei prezzi, crisi americana e riforma della valuta indiana determinano una contrazione monetaria, una corsa internazionale alla qualità e scatenano dal luglio 1893 un attacco contro i valori legati all'argento e contro la lira. Il cambio si impenna sotto il peso di una svalutazione delle attività denominate in lire e di ritiri crescenti di capitali, che portano alla caduta delle due maggiori banche private italiane. Tra la fine del 1893 e l'inizio del 1894, l'alternarsi della tensione monetaria internazionale e drastici provvedimenti volti a sanare le finanze pubbliche e riequilibrare i deflussi di capitali verso l'estero, ma anche ad espandere fortemente la circolazione per evitare la generalizzazione della crisi bancaria, arrestano il deprezzamento e riconducono la lira su un sentiero di apprezzamento, dapprima rapido, poi travagliato, che porterà al ritorno alla parità aurea nel 1902. Le linee interpretative proposte procedono in direzione di una visione unitaria della fenomelogia che caratterizza l'economia italiana dell'ultimo ventennio del XIX secolo: stabiliscono nessi tra processi reali e monetari, nazionali ed esteri; individuano elementi di continuità tra eventi dell'inizio degli anni '80 e crisi del 1893; evidenziano la natura endogena della politica di bilancio espansiva; individuano elementi costitutivi dei contesti di senso che spiegano interpretazioni e comportamenti prevalenti nel periodo.
Keywords: Italy; 19th century; exchange rate; lira; monetary policy; fiscal policy (search for similar items in EconPapers)
JEL-codes: E42 E52 F34 N14 (search for similar items in EconPapers)
Pages: 79
Date: 1997-12
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